Questo progetto nasce durante le mie uscite quotidiane, osservando alberi che, per forma o postura, sembrano sfuggire alla normalità. Non vengono fotografati per il paesaggio in cui si trovano, né per la specie a cui appartengono. Vengono scelti per la loro struttura.
Ogni albero viene isolato dal suo contesto e ridotto alla sua ossatura principale. Rimangono solo il tronco e i rami che ne definiscono la postura, come se venisse messo a nudo il suo scheletro.
Privato dello sfondo, dei dettagli secondari e del luogo in cui cresce, l’albero smette di essere parte del paesaggio e diventa un individuo.
Una forma unica che esiste da sola.
Questa raccolta diventa un atlante di posture vegetali: pieghe, tensioni, equilibri, gesti congelati nel tempo.
Non è un lavoro sugli alberi. È un lavoro sulle forme.
Questa è la foto da qui ho preso ispirazione, scattata nel lontano 2017
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